Perché?

Perché ho pensato di aprire #TUTTOBLOGTOUR.

#TUTTOBLOGTOUR nasce dall’intenzione di creare un luogo aperto a tutti i blogger e a tutti coloro che si interessano o organizzano blog tour. Servirà anche a realizzare un calendario (se ci riesco) nel quale i vari blog tour potranno trovare spazio così da evitare inutili e spesso dannose sovrapposizioni. E perché no? Poter essere la vetrina per qualche blogger o aspirante tale.

Consentirà, con la collaborazione di chi vorrà sostenerlo, uno scambio di pareri su questo tipo di comunicazione e dello stare insieme.

Certo è che non pensavo, con questa piccola e timida iniziativa, di aver “rovinato il giocattolo”. Di aver creato la “solita italianata” e di aver danneggiato i blogger e i blog tour come ho visto scritto sia su Facebook e su Twitter pochi minuti dopo la messa on line della pagina About.

Se qualcuno si sente danneggiato mi dispiace, il blog non ha questo obiettivo, se #TUTTOBLOGTOUR deve fungere da capro espiatorio ben venga, almeno è servito a qualcosa. Sentitevi liberi di dire quello che pensate, i vostri commenti e il vostro aiuto sono ben accetti.

Se avete colto il senso partecipate pure, se non siete d’accordo ditelo con forza, cercherò di spiegarmi meglio. E grazie per le oltre 500 600 visite che avete fatto in questa prima mezza giornata.

44 thoughts on “Perché?

  1. Se leggi meglio capirai che la frase del “giocattolo rotto” non fa riferimento diretto a questa iniziativa (che non ho assolutamente giudicato) ma è la mancanza di professionalità che alcuni soggetti mostrano quando si parla di questo argomento ( e non sto parlando solo dei blogger). Mi spiace tu l’abbia interpretato in modo errato…

    Le mie sono considerazioni personali che riguardano in generale il fenomeno dei blogtour. Alla lunga la moda passa e se non si è lavorato con professionalità diventa difficile continuare a cavalcare l’onda, anzi si penalizza il lavoro di chi ha cercato di lavorare bene.

    La mia è una visione da esterno, da fruitore delle informazioni, quindi di parte…ma una parte abbastanza importante, penso.

    • _biro scrive:

      Ciao Pietro, il tuo punto di vista mi interessa molto e credo interessi tutti i blogger che vorranno frequentare queste pagine. Il blog potrebbe anche tornare utile per confrontarsi e cercare, tutti insieme, di affinarci per realizzare blog e quant’altro con la maggiore professionalità possibile. Quindi, se un “fruitore esterno delle informazioni” ci facesse sapere, la fuori, che aria tira non ci farebbe altro che bene. Grazie ancora e continua a partecipare.

  2. Federica scrive:

    Un calendario di blogtour? :O
    Così posso scegliere a quale partecipare? Dove offrirmi? Come se il dstinatario finale struttura turistica di mare o museo di auto non abbia parola nel decidere?
    La svalutazione dei blogtour è definitivamente giunta a destinazione a mio avviso, una volta erano interessanti soprattutto per il target e la nicchia a cui volevano arrivare, perché si selezionavano persone, sì ho detto selezionavano…ma non per numero di follower, quanto per nicchia, per settore. Ecco perché ormai tutti i blogtour sono uguali, perché partecipano sempre le stesse persone, perché non c’è più selezione, non c’è più criterio, non c’è più nicchia e si spendono soldi inutili. Sinceramente, possiamo fare di meglio, tutti. Io ci sto provando.

    • _biro scrive:

      Ciao Federica,
      grazie per aver commentato. Si, un calendario di blog tour dove chi è interessato a organizzarne possa controllare se, nelle stesse date, ce ne sono altri simili in programma. No, non puoi scegliere a quale partecipare, hai un’occasione in più per farti vedere poi dipende da come scrivi, di cosa scrivi e perché scrivi se un “destinatario finale” ti sceglie o meno. Questo vorrebbe essere uno strumento proprio per coloro che vogliono provare a realizzare un blog tour o un social media team.
      Ho la sfortuna di essere, oltre a blogger per passione – e non travel- per fortuna – anche un “utilizzatore finale” come dici tu di blog tour e spesso anche organizzatore.
      In effetti sono svalutati quei blog tour che non agiscono per gruppi o tribù (i target, dopo il Cluetrain e qualche lezione con De Biase, uno smette di usarli e di cercarli), quelli che non selezionano, quelli che non analizzano e quelli che non integrano il blog tour con articolati progetti di social media marketing durante un arco temporale che, per esperienza, fisserei a tre/quattro anni. Se i soldi sono spesi inutilmente c’è solo una persona che può dirlo: l’utilizzatore finale dopo che ha letto le metriche, cosa che spesso non è richiesta o peggio ancora non è neanche proposta dai singoli blogger, figuriamoci le eventuali conversioni.
      In chiusura immagino tu ti riferisca al nuovo progetto che hai lanciato ieri: mi piace molto e ti auguro, anzi vi auguro, i migliori successi.

    • Io non l’ho capito questo commento, Federica, permettimi. Parli di svalutazione dei blogger e poi ti candidi per il blogtour di Phone&Go come hanno fatto tutti (se hai ricevuto un trattamento particolare non lo so ma non credo)?

      Mi pare contorta questa cosa: voglio dire, se credi nella necessità della selezione (e io sono con te in questo visto che non solo mi capita di partecipare ma li organizzo pure e organizzo eventi per blogger) perchè accetti di candidarti per un blogtour? Non ha senso, non credi? E poi dici testualmente “i blogtour sono uguali, perché partecipano sempre le stesse persone, perché non c’è più selezione, non c’è più criterio, non c’è più nicchia e si spendono soldi inutili”: mi viene da pensare che anche tu contribuisci a questo modo di fare. Magari mi sbaglio ma onestamente c’è qualcosa che non mi torna nelle tue parole. Ovviamente se sai dirmi dove sto sbagliando ci ripenso :D Veru (www.inviaggioconveru.com)

  3. Travel inside scrive:

    Curioso leggere che c’è chi si lamenta che “i blogtour sono uguali, perché partecipano sempre le stesse persone, perché non c’è più selezione, non c’è più criterio, non c’è più nicchia e si spendono soldi inutili” quando poi si aderisce a blogtour senza sapere qual’è il programma ma solo per farsi una settimana ad Hurgada gratis

    Cosa signific la frase “Sinceramente, possiamo fare di meglio, tutti. Io ci sto provando” che coerentemente a quanto scritto partecipa solo ai blogtour se pagata o che predica bene e razzola male e partecipa ai blogtour gratuitamente, screditando in questo modo la credibilità di tutti i travelblogger?

    • _biro scrive:

      Grazie per il tuo commento Travel inside, comprendo la posizione di tutti e mi fa piacere che diversi blogger si trovino qua per discutere della propria passione. Sicuramente il settore ha bisogno di un assestamento e credo che scambiandoci informazioni e pensieri tutti potremo migliorare la qualità di ciò che facciamo. Se poi qualcuno crede di farne una professione spero che abbia grande successo. Quindi dopo le polemiche aspetto le vostre idee, le vostre presentazioni e i vostri programmi futuri… saranno sicuramente meravigliosi.

    • Federica scrive:

      Ciao Travel Inside, che partecipo gratuitamente non credo sia tu a doverlo dire, che faccio selezione è palese dato che solo a giugno ho rinunciato a 2 blogtour e a luglio a uno…perché non pagata. Ovviamente qualcuno prenderà il mio posto ma solo io so chi sono i committenti che si rifiutano di pagare o che non offrono nemmeno un rimborso spese.

      Essere sempre allo scoperto mi da visibilità è vero, ma mi mette anche spesso in cattiva luce di fronte a persone, come te, che non capiscono il reale potenziale di un blogger. Ah, per dire, il mio link è ben visibile e il tuo? Se vuoi ti spiego tutto quello che mi hai chiesto anche in priato, ma non parlo con persone che si nascondono (nemmeno) dietro un link.

  4. Francesca scrive:

    Ciao a tutti,
    io ci tengo a dire la mia e in primis a fare i complimenti a Robi per aver lanciato questo progetto, che a mio avviso sarà di grande aiuto sia a chi un blog tour lo vuole organizzare sia a tutti i blogger che per un motivo o per un altro vogliono partecipare.
    Questo – e credo che non tutti l’abbiamo capito – vuole essere un luogo in cui raccogliere informazioni, dati, idee e persone interessate alla questione blog tour.

    Chissà quanti blogger esistono, già affermati o a maggior ragione appena nati, che non hanno quindi mai partecipato a un blog tour perchè i committenti chiamano sempre le stesse persone (questo è appurato!) e hanno davvero a cuore il fatto di farsi conoscere, di dire “Ehi io ci sono, se organizzate qualcosa anche a me farebbe piacere partecipare. Ecco qui la mia descrizione. Se lo ritenete opportuno…prendetemi in considerazione!”.

    E’ questo, per un verso, lo scopo del blog: dare visibilità ai blogger, a tutti quelli che hanno un interesse a vivere un’esperienza come il blogtour, vuoi perchè non l’hanno mai vissuta, vuoi perchè amano “fare le vacanze a gratis”. La motivazione che ci sta dietro verrà letta tra le righe di ciascun blogger che si presenterà.

    Dall’altro lato, come giustamente diceva Robi, creare un calendario di blog tour dove chi è interessato a organizzarne può controllare se nelle stesse date ce ne sono già altri. Basta vedere il mese di giugno: ogni weekend ce n’è uno e io – ad esempio – ho dovuto selezionare e talvolta rinunciare proprio per questa ragione.

    Come ho già detto a più di una persona – a voce – in questi giorni da quando tuttoblogtour è andato online, io credo che un “aggregatore” come questo ci voleva proprio! Bastava solo che qualcuno avesse la buona intuizione di lanciarlo per primo! ;)

  5. Dico la mia.
    Non capisco tutte queste polemiche sui blogtour, se funzionano o non funzionano per il cliente, danno visibilità o meno al blogger, pagati o non pagati, ecc…

    Per il discorso “resa reale” di chi lo organizza non posso saperlo, sono i committenti che dovranno sbattersi per ottenere numeri e statistiche, se non lo fanno buttano via i soldi, se me lo chiedono io rispondo sinceramente e spiego come li vedrei/organizzerei io, altrimenti che altro ci posso fare?

    Per i blogger ci sono le 2 scuole di pensiero, chi pensa che il blogtour vada pagato e chi no, tutte due le teorie supportate da validissime motivazioni… se ne parla ormai da mesi e credo che nessuno si muova dalle proprie posizioni (accettabili e condivisibili).

    Personalmente non sono interessato a monetizzare coi blogtour e non l’ho mai nascosto, è un modello a cui non credo, mi servono e vi partecipo per ottenere materiale da articoli, allacciare collaborazioni e amicizie e se devo essere sincero anche per viaggiare più che posso e vedere posti nuovi.

    Prima, durante e dopo l’evento cerco di lavorare con etica e professionalità perchè a mio avviso è QUESTO il punto!

    I blogtour moriranno prima o poi – solo il tempo ce lo dirà – ma chi ha lavorato con passione e professionalità avrà contatti, amicizie, collaborazioni, articoli indicizzati e tanto altro.

    Demagogia? Populismo? forse… ma io la vedo così.

    un saluto :)

  6. Travel to Taste scrive:

    Visto che sono io ad aver lanciato la ‘bomba’, credo sia giusto lasciare un commento anche qui. Innanzitutto voglio dire che la mia non ho nulla contro l’ideatore del sito, perché ho scoperto a posteriori che fossi tu Robi. Poi, come ho già detto su FB per chi l’ha letto, il problema è un altro…a monte di tutto ciò che state dicendo. Credo che tutto ci possa stare sul web, anche le vacanze gratis, ma se vogliamo parlare di professionalità e di lavoro, così com’è all’estero da anni, dobbiamo muoverci in maniera molto diversa. Chi organizza deve sapere cosa vuole comunicare e utilizzare i veicoli più adatti. Credo sia inutile “spammare” sui social nel giro di 3 gg informazioni, che vengono dimenticate nel giro di poco. A cosa portano “certi” blog tour? Mi piacerebbe davvero saperlo…
    E quando dico che si spendono soldi inutilmente è perché a fronte di certe iniziative inutili, professionisti del settore si sentono poi dire che non ci soo soldi da investire.

    • _biro scrive:

      Ciao Fede, il tuo commento va proprio nella direzione in cui speravo potesse andare #tuttoblogtour. Spammatori, venditori di favole e improvvisatori finiranno se riusciremo, nel rispetto della libertà di tutti, a darci dei modus operandi seri e onesti. Ti posso assicurare che far capire ai committenti l’importanza della metrica a fine blog tour – e i relativi costi per poter consegnare report affidabili e seri – spesso è opera ardua. Programmare progetti biennali per poter confrontare risultati da un anno all’altro spesso è considerato meno utile di 10 cinguettii a vanvera. Ma credo sia compito nostro spiegare che un approccio serio a questo “fenomeno” sarà garanzia per tutti: blogger, committenti e in particolare per i lettori dei blog che, non dimentichiamolo, sono l’unico riferimento che non può essere dimenticato. Per quanto riguarda le selezioni, ultimamente ho anche fatto giudicare a dei docenti di lettere i post di alcuni blogger per poterne valutare anche lo stile, che anche quello non guasta visto che di saper scrivere si tratta. So che continuerai a seguire il blog e che non mancherai di scrivere come migliorare questo “fenomeno”. Un caro saluto.

  7. Inguaribile scrive:

    L’idea di fare un calendario dei blogtour la trovo interessante, così come sarebbe utile avere uno spazio dove i travel blogger possano confrontarsi liberamente.

    Personalmente ho fatto alcuni blogtour (il primo grazie a Roby) e fino a quando ci saranno proposte concrete, con un progetto serio, continuerò a farli.

    Quando non ci saranno più i blogtour, continuerò a viaggiare come ho sempre fatto prima di aprire un blog.

    PS: Credo che soprattutto nel mondo 2.0 ognuno è libero di esprimere la sua opinione, ma non capisco i commenti “anonimi” o senza link attivi. Questo si che scredita veramente il mondo dei travel blogger.

  8. elisa e luca scrive:

    A noi l’idea di questo blog piace. E non c’entra niente con la svalutazione dei blogger. E’ semplicemente un “aggregatore” di blogger ma non ne inficia la qualità. Ognuno poi potrà aprire l’apposito link e decidere se il modo di scrivere, le fotografie, la grafica e tutto quanto fa quel blog si addice al tipo di “communication strategy” che si è dato per il suo specifico blog tour.
    E’ come inviare un CV ad un’azienda, non è che l’azienda che riceve cv si svaluta per questo anzi è tramite questo che fa selezione.
    Ci piacerebbe aprire una discussione su cosa fa la qualità di un blogger, tema che è da un pò che cerchiamo di lanciare (anche perchè ci piacerebbe iniziare a parlare di qualcosa di edificante, facciamo delle critiche costruttive!). Tutti ne parlano ma ci sembra che nessuno definisca come e perchè un blogger sia professionale e l’altro no.
    Elisa e Luca
    http://www.miprendoemiportovia.wordpress.com

  9. Ciro scrive:

    Ciao Robi,
    In base al ruolo più o meno istituzionale che ho (né blogger né ente turistico) volevo mantenermi al margine, ma qualche commento posso farlo. Sono state esposte le posizioni più diverse, ma la cosa più sorprendente è che.. hanno tutti ragione! Ognuno infatti è libero di fare e pensarla come vuole, francamente mi stupiscono tante polemiche. Ogni cosa che è stata detta è molto ragionevole in base al profilo della persona
    Secondo il mio parere tutto personale, tuttoblogtour non rappresenta la soluzione per una migliore organizzazione dei blog tour, ma solo una scorciatoia che accelera i tempi di quelle che sarebbero comunque le decisioni da fare. Mi spiego meglio..
    I blog tour dovrebbero essere competenza esclusiva dei committenti: i blogger non dovrebbero scrivere in funzione dei blog tour, ma seguire la loro traiettoria nel miglior modo possibile; sono i committenti che devono assumersi la responsabilità di conoscere il mondo dei blogger, interagire con loro, sapere come lavorano ed eventualmente sceglierli per un blog tour. Per questo parlo di ‘scorciatoia’: i committenti che non si sono presi la briga di entrare nel mondo dei blogger potranno utilizzare tuttoblogtour per scegliere il proprio blogger senza pensarci comunque troppo, mentre quelli che conoscono bene questo mondo sanno già chi contattare anche senza tuttoblogtour.
    Ad ogni modo complimenti per l’iniziativa e l’idea, che piaccia o no sei riuscito a toccare un tasto dolente del mondo blogger italiano. Comunque vada a finire è già stato un successo!

    • _biro scrive:

      Ciao Ciro, ti riporto qua un commento che ho postato nel blog di Michela Simoncini dove si parla di #tuttoblogtour. Credo, per la parte istituzionale di essere completamente d’accordo con te. Grazie per il tuo contributo. :-)

      [...] Ma veniamo a #tuttoblogtour. Ho trovato spesso problemi di concomitanze tra blog tour in varie località, nel dover organizzare per la destinazione, o le aziende per le quali lavoro ho necessità di prendere contatto con alcuni blogger e devi sapere che quelli che garantiscono “visibilità segmentate” a livello internazionale (che brutte parole) spesso hanno l’agenda impegnata per i prossimi due anni. #Tuttoblogtour è destinato a coloro che devono organizzare un blog tour e vorrebbero evitare che quello sulle mele coincida con quello sulle banane. #PisaBlog12, per esempio, è stato spostato per non sovrapporsi ad un altro blog tour che era già stato organizzato.

      Allo stesso tempo, se un blogger vuol mettere un link al suo profilo o informare qualcuno del suo prossimo blog trip che male c’è? Su #tuttoblogtour non c’è alcun riferimento al fatto che i blogger debbano o no essere pagati. E’ una polemica nata e alimentatasi tra i commenti e tra blogger che hanno punti di vista diversi anche se alcuni vogliono se ne parli dove e quando gli pare a loro. Certo è che se un blogger deve essere pagato bisognerà dimostrarne le “prestazioni” ma questa è altra cosa e magari, che ne so, sapere quanto “rimbalza” il suo sito.

      #tuttoblogtour nasce dall’esigenza di conoscere il calendario, non di farlo. Se chi organizza conosce il calendario eviterà la fase cdc.

      Ho notato una problematica in tutto quello che è stato detto e scritto: che ruolo hanno i lettori e le aziende che organizzano o chiedono di organizzare blog trip, possono le aziende pretendere riscontro sui risultati, conoscere la metrica visto che fanno degli investimenti? Mi pare che in pochi si siano posti il problema… ecco, io me lo pongo, anzi ti dirò di più, Officina Turistica questo problema se lo è sempre posto, sperimentando varie soluzioni di blog tour, proprio per evitare i blog tour a cdc.

  10. Se devo essere sincera sincera, quando ho letto il titolo di questo nuovo blog – a una primissima occhiata – pensavo fosse una cosa ironica, vista l’ondata di blog tour che vengono organizzati da un po’ di tempo a questa parte :) A parte gli scherzi, come ho avuto modo di dire e di scrivere tempo fa (http://www.egovnews.it/articolo/12958/ViviCapoliveri-il-blog-tour-come-progetto-di-comunicazione-turistica-di-ampio-respiro), i blog tour possono essere uno strumento validissimo di comunicazione, se dietro c’è una vera strategia di marketing, che non fa del blog tour un semplice spot fine a se stesso (e su questo sono pienamente d’accordo con Maurizio Goetz, che si è recentemente espresso su questo tema), dove veniamo inondati di post su una destinazione in tre giorni, per poi dimenticarla poco tempo dopo. Per ottimi risultati sul lungo periodo (in termini di reputazione, di traffico e di revenue), deve esserci una felice combinazione di strategia pensata da parte dell’organizzatore e la capacità del blogger di coglierne il senso e comunicarlo. Quindi, di fatto, il blogger deve essere parte integrante del progetto.
    Dopo il primo sguardo, ho visto Tuttoblogtour più come uno strumento “aziendale”, secondo la mia percezione, ma mi posso anche sbagliare. Mi spiego meglio: un aggregatore di blog tour può essere utile non tanto per il blogger, anche perché, a mio avviso, l’autocandidatura non funziona, la struttura/ente/operatore deve scegliere i blogger sulla base di criteri che sono in linea con l’obiettivo che vuole raggiungere in questa azione di comunicazione della destinazione (traffico del blog, nicchia di utenti a cui si rivolge, specializzazione, capacità di scrittura/fotografia, e tutto quello che volete, dipende da cosa si vuole comunicare e con quali turisti che poi effettivamente andranno lì si vuole entrare in relazione). L’aggregatore può essere utile per chi organizza, non solo per una questione di calendario, ma soprattutto per avere un unico punto di accesso. Non la vedo come una cosa negativa, piuttosto la questione è un’altra e, come ho anticipato prima, la commento da “analizzatrice” di sistemi di comunicazione turistica, più che come blogger (forse poco travel).
    Se vogliamo parlare di come le strutture fanno comunicazione turistica, allora il blog tour fine a se stesso, giusto perché è figo invitare un blogger, non ha senso: non è la panacea ai problemi del turismo in Italia.
    Se vogliamo vederla dal lato del travel blogger, che ha passione per i viaggi e, col passare del tempo e con le esperienze, ha creato un suo stile e una sua competenza nel raccontare le destinazioni, il blog tour non può che essere una bella occasione per costruire reti con altre persone e scoprire destinazioni che magari non avrebbe avuto modo di conoscere.
    Poi, anche qui bisogna fare dei distinguo: c’è chi “blogga” per hobby, quindi, non ha la necessità o, meglio, non ha tra i criteri discriminanti quello di essere pagato o rimborsato, e accetta di partecipare, se invitato, ai blog tour per tessere relazioni e vivere un’esperienza diversa, dove non si condivide solo il viaggio ma anche il fatto di essere blogger. E c’è chi invece di questa passione ha fatto un lavoro e, giustamente, ha tutto il diritto di porre dei limiti e delle condizioni alla sua partecipazione.
    Io, personalmente, non credo che la partecipazione gratuita di chi ha un blog di viaggi per hobby svaluti la professionalità di chi è travel blogger per lavoro. Per il semplice motivo che l’approccio al racconto della destinazione è differente, il modo di distribuire i contenuti prodotti è differente e ci si rivolge a tipologie di utenti differenti. E, dal lato dell’organizzatore (se consapevole e ha preparato la sua strategia, dove c’è anche il blog tour), questi sa che obiettivi può raggiungere e che potenziali clienti potrà coinvolgere, invitando l’uno o l’altro (o entrambi) blogger.

    Non posso, infine, esprimere un’opinione reale su cosa sia Tuttoblogtour e come possa influenzare il modo di organizzare i blog tour e la comunicazione turistica in generale perché è nato l’altro ieri e, come la Rete insegna, ci vuole tempo per capire se un’iniziativa avrà successo o meno, e soprattutto come si evolverà. Quindi, in bocca al lupo ;)

    P.s. Scusate per il commento logorroico :D

    • _biro scrive:

      Ciao Michela, in effetti #tuttoblogtour vuol essere un luogo utile per chi i blog tour o i social media team li organizza, un luogo dove scambiare idee per migliorare un sistema che tutti definiscono perfettibile, invece temo sia stato visto come un mezzo per ledere la maestà dei blogger. Cosa che non rientra assolutamente negli obiettivi di questo luogo. Come vedi, di spunti interessanti ne arrivano e il tuo è uno di questi. Sai quanto tengo a misurare i risultati di questo fenomeno della comunicazione e con quali criteri mi muovo dentro i progetti relativi al turismo con Officina Turistica. Grazie, i tuoi contributi sono sempre bene accetti qua.

  11. Valentina scrive:

    Quanti spunti! Il fermento fa sempre bene. Ed ora dico la mia. Per quanto riguarda i blog tour retribuiti o meno, ho già esternato la mia opinione nel post scritto da Federica, qualche giorno fa. Un conto è il rimborso spese, un conto è farsi pagare per il proprio tempo. Un giornalista che per mestiere fa recensioni viene pagato dal suo editore non dalla struttura che recensisce. Non sono d’accordo quando si dice che il fatto di essere pagati non influisce su quello che poi andiamo a scrivere. Non è vero. Certo, se proprio qualcosa è andato storto, lo diciamo tra le righe. Ma di certo lo racconteremmo con ben altri toni se in quella struttura ci fossimo stati da utenti e non da “invitati” (passatemi il termine). Non sono una travel blogger di professione, ma la mia vera professione è commissionare pubblicità. Non lavoro nel campo turistico, ma le dinamiche non cambiano. I committenti investono se poi c’è un ritorno (positivo) misurabile. Se non seguono questo ragionamento, non sono dei professionisti. Quindi, se io fossi un committente, non pagherei un blogger, se poi c’è il rischio di veder spiattellata online una critica più o meno velata alla mia struttura. Bottom line is… secondo me un travel blogger non pu’ monetizzare con i blog tour. I blog tour servono, come hanno detto in molti, a fare networking e ad avere materiale pubblicabile per il proprio blog. Altra cosa sono eventuali consulenze alle strutture per migliorare questo o quell’aspetto. Concordo con chi ha detto che il vero problema dei blog tour oggi sta nel sistema. Spesso si privilegiano i follower che si hanno su Twitter piuttosto che lo story telling. E’ più bravo chi ha più contatti online, poco importa se poi cio’ che racconta assomiglia più alla lista della spesa piuttosto che ad un’esperienza di emozioni e sensazioni. @Ciro non sono d’accordo quando dici che “i blog tour dovrebbero essere competenza esclusiva dei committenti e che sono i committenti che devono assumersi la responsabilità di conoscere il mondo dei blogger, interagire con loro, sapere come lavorano ed eventualmente sceglierli per un blog tour.” Il lavoro del committente è un altro, il suo lavoro è fare ospitalità, non perdersi tra i meandri delle dinamiche dei blog e dei blogger. Poi, ci saranno quei committenti che ne sanno di più (e che ben venga) e dei committenti che ne sanno di meno e che allora si appoggeranno ad agenzie apposite. E li, si spera che le agenzie siano professionali abbastanza… @Federica P. lo sai che mi piaci un sacco. Però, non penso che #TuttoBlogTour corrisponda alla fine della selezione dei blogger. Anzi, se vuoi, potrebbe rafforzarla. E ce n’è un gran bisogno. Sai meglio di me che la rete è uno spazio infinito. Parliamo dell’importanza delle nicchie e io concordo pienamente. Ma oggi di selezione e di committenti/organizzatori che privilegiano le nicchie ne vedo ben pochi. Ed è vero che, spesso e volentieri, ai blog tour vanno sempre le stesse persone. Vuoi per l’importanza (eccessiva per me) che oggi si da alla presenza e alla visibilità di cui si gode sui social network, vuoi perchè trovare il blogger giusto, nell’immensità della rete, non è facile. Se si riesce a creare una vetrina da cui “attingere” informazioni sui blogger disposti a partecipare ai blog tour, perchè no? Non è meglio che affidare la selezione esclusivamente a 140 caratteri e al numero di follower su Twitter?

    • _biro scrive:

      Grazie Valentina, creare dei parametri, confrontarsi sulle utilità, sui numeri e sull’efficacia degli strumenti rafforza chi li sa usare al meglio, seleziona il merito e non il volume. Sul fatto che i blogger di un blog tour debbano essere selezionati da un professionista in maniera taylor made a seconda delle esigenze del committente mi espressi a suo tempo, ma rischiai di essere frainteso anche allora. Grazie anche al tuo intervento ne sappiamo qualcosa di più. Continua a partecipare, grazie!

  12. Valentina scrive:

    @biro grazie a te per il confronto e la condivisione. Se posso permettermi, man mano che la vetrina si popola, sarebbe utile raggruppare i blogger per “nicchie” o settori di competenza. Io per esempio scrivo un blog di viaggi per famiglie con bambini, c’è chi scrive di destinazioni per coppie, chi di viaggi low cost, ecc ecc. Sarebbe utile a tutti gli utenti avere una suddivisione simile anche qui.. e magari sarà anche d’ispirazione… ;-)

    • _biro scrive:

      Grazie Valentina, qualcuno mi aveva già segnalato questa modifica da fare, pensavo di risolvere con i tag ma evidentemente non va bene. Forse bisognerà fare delle pagine. Sai, è nato così per provare a dare un’ordine pian piano, non pensavo venisse fuori ‘sto putiferio :-) Grazie, grazie

  13. sergio scrive:

    Interessante discussione.
    Provo a portare il contributo di ua destinazione che, da un po’, sta ragionando sul senso e sul valore del coinvolgimento dei blogger nella comunicazione turistica.

    Innanzitutto credo che il blogtour abbia come obiettivo prioritario quello di instaurare un rapporto privilegiato tra la destinazione ed il blogger. In un ottica di medio lungo periodo.

    Il ritorno “diretto” di un blogtour è inevitabilmente “a rischio”. Per mille ragioni complesse da raccontare, non ultima il fatto che c’è poco da misurare (onestamente la tweetreach ha davvero poco senso).

    Se devo mettere sul piatto i costi di organizzazione del tour e pensare di ripagarli in termini di tweet e accessi, la vedo gran dura. Con gli stessi soldi mi compro svariate migliaia di accessi qualificati da google, e il confronto diventa duro da sostenere.

    Il punto però è un altro: riusciamo (noi destinazioni) a creare un rapporto “confidenziale” con voi blogger che rappresentate un potenziale per il futuro? Riusciamo a trasferire i valori, le esperienze, l’essenza del nostro territorio? Riusciamoa generare l’interesse, la curiosità, la passione che vi possa portare a “lavorare” con noi nel tempo? Se ci riusciamo, il nostro investimento di lungo periodo avrà successo. Avremo nel tempo un ritorno che non è misurabile “oggi”, e certamente non lo è nei pochi giorni e pochi post alla fine di un blogtour.

    Per questo motivo credo che i blogtour siano un momento di passaggio. Mi immagino che tra qualche anno per coinvolgere un blogger non serva un blogtour. Sarà normale che, ad ogni evento, manifestazione, occasione, siano invitati sempre blogger, giornalisti, influencer di vario tipo.
    Immagino che ci siano delle forme di appoggio ai blogger (ospitalità, supporto logistico, sostegni vari) che agevolino la permanenza sul territorio e la fruizione dei servizi turistici.

    Se tutto questo accadrà, emergeranno quei blogger che sapranno organizzare (in autonomia) e poi comunicare il viaggio. E non saranno tantissimi. Ma sarà sempre più efficace lavorarci.

    Per ora però non posso che dire: in bocca al lupo a tutti. Che ognuno trovi la sua strada, nella speranza che si incroci con quella del Trentino :-)

    Ciao, Sergio

    • _biro scrive:

      Grazie Sergio, il tuo intervento è interessante e credo anche utile per i blogger che potrebbero trarre spunto da alcuni tuoi concetti. in particolare cercherei di trovare quali possono essere le reciproche “leve” affinché “riusciamo (noi destinazioni) a creare un rapporto “confidenziale” con voi blogger che rappresentate un potenziale per il futuro? Riusciamo a trasferire i valori, le esperienze, l’essenza del nostro territorio? Riusciamoa generare l’interesse, la curiosità, la passione che vi possa portare a “lavorare” con noi nel tempo? Se ci riusciamo, il nostro investimento di lungo periodo avrà successo. Avremo nel tempo un ritorno che non è misurabile “oggi”, e certamente non lo è nei pochi giorni e pochi post alla fine di un blogtour.
      Credo che questo debba essere un lavoro reciproco sul quale creare fiducia anche nel rispetto dei lettori dei blog, che lasciamelo dire, poche volte sono stati citati, in fondo è a loro che è rivolto questo tipo di lavoro e a loro dobbiamo fare riferimento.
      Grazie ancora, #tuttoblogtour è a tua disposizione, quando vuoi…

  14. Barbara Oggero scrive:

    Ciao Roberto,
    ti confesso che ho titubato un po’ prima di lasciare questo commento perché la questione sta assumendo dei toni ridondanti e -come accade nelle situazioni plenarie- ognuno ha la propria idea che si sposa solo per un pezzettino con quella di tutti gli altri, così tirar le fila è sempre più difficile.
    Intanto volevo farti sapere che ho visto on-line i report delle iniziative ideate da O.T. per i blogger e li ho trovati molto utili e pratici. Ritengo sia effettivamente presto per capire se il ‘blogtour’ abbia dei ritorni positivi sul turismo delle destinazioni toccate, perchè la reputazione di un luogo si costruisce nel tempo e utilizzando un mix di strumenti di marketing e comunicazione.
    Credo però che questo sia il momento per farlo evolvere, perché allo stato attuale i blogtour sembrano più delle rimpatriate alla ‘Compagni di scuola’ di Verdone e sulla lunga rischiano di implodere, con ritorni negativi sulle destinazioni finali.
    Sono d’accordo con Ciro, perché ritengo che siano i committenti (intesi come le agenzie di promozione del territorio che si occupano di coinvolgere nel progetto le realtà locali, destinatari finali del piano di sviluppo turistico) a dover conoscere il mondo dei blogger e in esso selezionare chi ritengono più idoneo al proprio piano di lavoro sul breve – medio – lungo periodo. Mi pare abbastanza plausibile quindi una convivenza tra blogger per passione e quelli che invece possono contribuire in maniera attiva: i primi continueranno ad avere vitto e alloggio gratis in cambio di tweet a raffica sulla stessa cosa-nello stesso momento; agli altri può essere proposto un rapporto nel medio/lungo periodo sulla base di effettive capacità di analisi e competenze.
    Non sono qui a dire chi merita e chi no: questa è una selezione che spetta al committente e visto che vengono spesi soldi ed energie bisogna cominciare ad avere una progettualità che vada oltre la moda del momento, ai tre – canonici – giorni di delirio sui social media e che sia invece qualcosa di costruttivo per il turismo e il territorio italiano.
    Ciao!

    • _biro scrive:

      Ho pensato molto se approvare o meno questo post. Perché? Perché mi chiamo Robi e non Roberto! :-)
      A parte gli scherzi, condivido il tuo pensiero e apprezzo molto questi passaggi:
      - agli altri può essere proposto un rapporto nel medio/lungo periodo sulla base di effettive capacità di analisi e competenze.
      - questa è una selezione che spetta al committente e visto che vengono spesi soldi ed energie bisogna cominciare ad avere una progettualità che vada oltre la moda del momento, ai tre – canonici – giorni di delirio sui social media e che sia invece qualcosa di costruttivo per il turismo e il territorio italiano.

      E’ proprio in quest’ottica che #tuttoblogtour intende proporsi, ovviamente con il vostro aiuto…

  15. Bruna Fusco scrive:

    Ho letto tutti i vostri interventi, sia qui che sul blog di Michela, e mi permetto di lasciarvi un commento da co-mamma di una creatura 2.0 che ha avuto la possibilità, già nel suo primo anno di vita – grazie a relazioni sia reali che virtuali – di entrare nel “giro” dei blog tour. Ma anche le nostre tartarughe sono delle pivelline, sia ben chiaro.

    E in fondo va bene così: perché Slow Travel è un blog di ultra-nicchia, riceviamo visite per kw che sembrano più endecasillabi poetici che query, e fino ad ora non abbiamo ricevuto proposte indecenti di marchette 2.0. O meglio, quelle ricevute sono state cortesemente rifiutate.

    Credo però che in generale, come strumento di marketing turistico, i blog tour siano una cosa buona e giusta. Per le destinazioni, intendo, se sanno scegliere bene a chi affidare il racconto del loro “genius loci”. Altrimenti sono solo una perdita di tempo, per entrambe le parti.

    Quindi ben vengano database di travel blogger e simili. Sta poi alla professionalità di chi è incaricato di selezionare i partecipanti ad un blog tour capire a chi proporre cosa. E non starei a valutare eccessivamente la “vippitudine” di un blogger, la risonanza che può dare sul momento al travel-evento a cui prende parte, quanto alla capacità di far sedimentare in rete contenuti di valore, in base all’obiettivo che ovviamente la destinazione si è posta.

    E chiudo dicendo che a mio parere difficilmente una struttura ricettiva – o chi per lei – che sa di avere scheletri nell’armadio è disposta ad accogliere persone “pericolose” come i travel blogger (e se lo fa è davvero stupidotta). Quindi non stupiamoci troppo se al rientro da un blog trip si è tutti carichi di meraviglia…il più delle volte è perché così è veramente stato. Poi c’è chi (io?) è naturalmente incline alla “sindrome di pollyanna”…ma su questo non ci si può far nulla :P

    Un saluto a tutti :)

  16. [...] i blog tour in italia e nel mondo HomeAboutPerché? giu 07 2012 Lascia un commento Per _biro [...]

  17. Che bello vedere che un tema come questo sia diventato il “tormentone” dell’estate italiana 2012, perlomeno per chi legge blog in rete sperando di trovare lo spunto per una vacanza o per un weekend romantico e invece vede il suo blogger accanito a parlare di cose di cui è (e forse dovrebbe restare) all’oscuro e non gli importa nulla…

    Personalmente credo che in rete ci sia posto per tutti e tutto è relativo a cosa ci aspettiamo dal nostro blog… se lo scopo è condividere una passione con chi magari ha lo stesso interesse è un conto, se lo scopo è monetizzare quello per cui impegnamo tempo ed energie allora è un altro discorso.

    Benvengano le vetrine benfatte da cui “addetti ai lavori” e semplici utenti possono facilmente accedere alla “tematica” a cui sono interessati… quoto pertanto Valentina nel suggerire che “sarebbe utile raggruppare i blogger per “nicchie” o settori di competenza”.

    Per quanto concerne nello specifico #TuttoBlogTour come aggregatore di iniziative personalmente credo sia una bella idea e mi spiace che vivendo dall’altra parte del globo non mi possa candidare non perchè voglia o mi serva visibilità ma perchè credo che dal contronto con altri blogger nascano riflessioni chef anno crescere e perchè no, potrei scoprire angoli di una terra che ha ancora tanto da offrire…

    e poi… sto imparando cos’ tante cose leggendo post e commenti su questo tema… Grazie per la possibilità di discussione aperta :)

  18. Onestamente credo si possa ancora scrivere di posti/locali che abbiamo visitato senza bisogno di polemiche, senza bisogno di compensi, senza bisogno di blogtour, solo per il gusto di condividere con altri un’esperienza positiva e/o negativa.
    Credo si stia un pò abbandonando l’idea iniziale di blog..

  19. martina scrive:

    Interessante!!! Mi piacerebbe partecipare ad un blogtour appena ne avrò la possibilità. Terrò d’occhio il tuo blog. Bravo Robi!!

  20. Robi Veltroni scrive:

    Ciao Martina, grazie per il tuo commento, se ci invii una presentazione, pubblichiamo volentieri il tuo profilo. A presto

  21. [...] Michele Aggiato, provai a capire meglio lanciando TuttoblogTour ma non fu ben accolto dai blogger (leggi i commenti a questo post) e sto cercando di approfondire ancora meglio il settore continuando a fare [...]

  22. [...] Michele Aggiato, provai a capire meglio lanciando TuttoblogTour ma non fu ben accolto dai blogger (leggi i commenti a questo post) e sto cercando di approfondire ancora meglio il settore continuando a fare [...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

popstrap.com